Rifugio casa cavanze Asqua, nelle foreste casentinesi
You are here: Home Itinerari
Gli amici dell'asino PDF Stampa E-mail

"Possibilità di vivere giornate emozionanti in compagnia di amici particolari che a suon di raglio e mansuetudine vi accompagneranno nella foresta..." Per approfondimenti visita www.gliamicidellasino.it

 
Alcuni Trekking PDF Stampa E-mail

Sentiero natura 7 a Camaldoli – Alberi e Bosco
Alla scoperta di tante specie arboree e del secolare castagno Miraglia (1,8 km con dislivello di 100 mt per circa 2 ore)

Passeggiata a Moggiona, nucleo storico sotto Asqua, dove è possibile visitare (su prenotazione) la vecchia bottega dei Bigonai, partenza dal rifugio si segue il sentiero 92, sosta panoramica al Sasso alla Croce (862 m) 3,5 km dislivello 160 mt per circa 3 ore)

Anello tra il Monastero e l’Eremo di Camaldoli – partenza da Camaldoli si raggiunge il rifugio Catozzo, sosta all’Eremo con visita in punta di piedi (pranzo a sacco nel ristoro pagano) rientro nel primo pomeriggio lungo un percorso suggestivo al Monastero di Camaldoli con visita alla Chiesa con i dipinti del Vasari e la cinquecentesca Farmacia) - (sono in totale 7,5 km con dislivello di 400mt per un tempo totale di 3,15 ore esluse le soste – 1 giornata fuori)

Anello tra Rifugio Asqua e Valagnesi – partenza dal rifugio – La Rota – Poggio Cavallino - Valagnesi - sosta con pranzo a sacco a Croce Gaggi – Il percorso ripercorre il sentiero dei tedeschi, la via dei legni fino ad arrivare ad un tipico insediamento montano di pendio (9,5 km con dislivello 500 mt per un tempo totale di 4,30ore esluse le soste – 1 giornata fuori).

Passeggiata per visitare l’azienda del pastore - una giornata per capire il suo lavoro, il rapporto con la natura, le difficoltà e le gioie, le regole, il perché di questa scelta di vita e confronto con la vita in città. I prodotti della pastorizia: il latte ed i suoi derivati, la lana, la carne - (su prenotazione) – (mezza giornata).

 
Eremo e Monastero di Camaldoli PDF Stampa E-mail

In tutto l'Appennino Tosco-Romagnolo aleggia un qualcosa di leggendario intorno alla figura del fondatore dell'ordine monastico dei Camaldolesi: San Romualdo. Non c'è, infatti, angolo di questo territorio che non sia stato attraversato da lui, nè sacro edificio che non sia stato fondato o, per lo meno, abbia ospitato, il Santo. Ma il suo nome, però, è legato inscindibilmente a quel fazzoletto di terra nascosto sui più alti versanti dell'Appennino Casentinese che il conte Maldolo di Arezzo gli donò nel 1012. Qui, infatti, Romualdo costruì un oratorio con cinque forestefoto6small.GIF (3392 byte)celle, primo nucleo dell'Eremo di Camaldoli custodito fino ai giorni nostri dai monaci Camaldolesi. Il nome della comgregazione, dell'Eremo, e della successiva foresta derivano, probabilmente, da Cà Maldolo, in riferimento a colui che aveva donato la terra al Santo. Prima di morire, nel 1027, Romualdo riuscì a edificare in località "Fonte Buono", in posizione meno solitaria e più facilmente raggiungibile, una seconda, piccola costruzione che aveva lo scopo diforestefoto24small.JPG (5229 byte) accogliere gli ospiti ed i pellegrini. In questo modo vennero gettate le basi per la costruzione, che avvenne nel XVI secolo, dell'odierno Monastero costituito da due piani e che può forestefoto26small.JPG (4712 byte)ospitare più di cento monaci.

Anche l'Eremo, nel corso dei secoli, subì degli allargamenti e oggi è formato da venti celle e dalla chiesa di S.Salvatore, di stile barocco. La sorte della foresta circostante l'Eremo e il Monastero fu legata in maniera indissolubile con quella dei sacri edifici, e più questi si ingrandivano più aumentavano le donazioni di boscose terre appenniniche. I monaci si prodigarono in maniera egregia per la cura e il governo del bosco, sostituendo al bosco misto di faggio e abete forestefoto28small.JPG (3753 byte)piantagioni pure di Abete bianco. Il preciso motivo di questa sostituzione non è ancora stato perfettamente chiarito: secondo alcuni storici i motivi erano prettamente economici, essendo l'Abete bianco un'essenza molto pregiata. Secondo altri perchè la struttura colonnare e severa delle abetine suscitava nei monaci un maggior senso di misticismo. Ad avvalorare questa seconda tesi vi sono le regole selvicolturali rigidissime a cui i monaci dovevano attenersi, regole che prescrivevano abbattimenti molto limitati e continuo rimboschimento con Abete bianco. In questo modo nasceva quel nucleo forestale che, quasi mille anni dopo, doveva rappresentare il cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

 


Joomla SEF URLs by Artio

Foto dalla Gallery

Banner
"Il nostro rifugio offre la possibilità di consumare pasti senza glutine (celiaci), Paola è suo malgrado diventata esperta nel campo per esperienza personale diretta. La nostra "cambusa" garantisce ingredienti di qualità e una buona varietà di piatti anche per gli amici ciliaci in qualsiasi periodo dell'anno, in particolare non mancano mai i dolci di cui la tribù di Asqua è ghiotta..."
Banner
Banner
Banner
Chiamaci al nostro nikname: casa vacanza rifugio asqua

Alcune foto del Rifugio, Casa Vacanze Asqua a Camaldoli